Dalla Siria in Italia – Perseguitati ma non abbandonati

di Simone Correale

“Perseguitati ma non abbandonati” era il tema della manifestazione, svoltasi lo scorso 1° marzo ad Imola nella chiesa di San Pio della parrocchia di San Francesco. Durante la serata, incentrata sulla testimonianza di chi è fuggito dalla guerra ma non dimentica il proprio paese, si è trattato il drammatico tema delle persecuzioni che avvengono quotidianamente in Siria per mano dello Stato Islamico.

images (2)La testimonianza era attesa dal vicario apostolico di Aleppo, Georges Abou Khazen ma, in seguito agli ultimi avvenimenti in Siria, il vescovo ha dovuto annullare tutti gli impegni assunti da tempo: “Aleppo non ha vie di uscita percorribili in questo momento – scrive nel suo ultimo, comunicato – Alcuni villaggi lungo l’unica strada che collega Aleppo al Sud sono stati liberati dall’esercito siriano, ma altri sono ancora in mano alle milizie armate. Aleppo è tagliata fuori dai rifornimenti […] Per noi la vostra preghiera è molto importante! Sapere che non siamo dimenticati! Grazie per la vostra solidarietà e per tutto ciò che fate per noi. Arrivederci a quando Dio vorrà!”

Durante la serata sono intervenuti Fiorenza Migliari, direttrice dell’associazione “Ora Pro Siria”, e Samaan Daoud, siriano di fede cristiano cattolica che con la propria famiglia ha vissuto in prima persona l’esperienza di un travagliato e forzato esodo in Italia. images (1)

Nella suggestiva chiesa, in presenza di circa 400 persone, è stato possibile contattare telefonicamente il vicario di Aleppo, il quale ci ha informati su come le forze ordinarie siano riuscite a spezzare l’accerchiamento che da otto giorni impediva l’arrivo dei rifornimenti in città.

Fiorenza Migliari ha potuto illustrare ai presenti l’operato dell’associazione “Ora Pro Siria” ed ha posto l’accento sull’importanza della condivisione gratuita che molti musulmani hanno riconosciuto come dono meraviglioso che non avrebbero mai immaginato di poter godere: in Siria, infatti, musulmani e cristiani hanno imparato a convivere e a sostenersi a vicenda, soccorsi da varie congregazioni religiose e associazioni cattoliche che operano nelle città.

Aleppo ha visto dimezzarsi i suoi abitanti in questi anni – ha riferito la Migliari – chi poteva permetterselo infatti se ne è andato, mentre i più poveri e chi non poteva sostenere nemmeno le spese di un viaggio “da profugo”, è rimasto nel paese, assistito amorevolmente dai frati che continuano a prendersi cura di chiunque ne abbia bisogno.

Solo sapendo a chi si appartiene è possibile incontrare l’altro, e solo così possono convivere uomini appartenenti ad ogni credo e costruire insieme un futuro con una speranza di pace ricordando che ciò che fa la differenza è nell’essere testimoni di che cosa vuol dire vivere la propria identità senza riserve.”

L’errore “mortale” secondo il direttore di Ora pro Siria è stato credere che, grazie alla primavera araba, si sarebbe potuto cambiare la società attraverso l’uso delle armi e la violenza e non si è invece compreso che le riforme non si possono fare a suon di bombe o di rivendicazioni: la vera rivoluzione è prendere coscienza di sé stessi.

Per questo, Ora Pro Siria ha avviato progetti di microcredito, incentivando le piccole attività familiari e puntando su ciò che rende dignitosa la vita, anziché affidarla ai barconi che lasciano scie di morte, nel Mediterraneo.

francescani davanti alle rovineFiorenza Migliari ha concluso il suo intervento riferendo di come, i cristiani residenti in Siria, denuncino la gravità del sostegno indiretto dell’occidente allo Stato Islamico grazie ai proventi derivanti dal petrolio venduto sottocosto, dal narcotraffico, dai tesori archeologici venduti ai nostri musei e dai sequestri. “Scegliamo di essere informati non seguendo la disinformazione dilagante al di là delle apparenze e pregiudizi che molto spesso ci accompagnano.”.

Continuando sul tema, Samaan Daoud ha evidenziato nel suo discorso che in Siria ci sono tanti “martiri viventi”, i primi testimoni di quello che sta succedendo quotidianamente.

Samaan ha perso il lavoro da guida turistica nel 2011, il turismo è stato il primo settore a crollare fin dai primi episodi di terrorismo, ma pur essendo disoccupato e con l’ISIS a poche decine di Km, ha continuato ad operare per qualche giornalista coraggioso.

Samaan che non ha mai creduto nelle guerre e ha insegnato ai suoi figli ad essere pacifici, ha dovuto affrontare la scelta coraggiosa e difficile di andare via: ormai, nemmeno la scuola o la propria casa sono luoghi sicuri, a causa dei continui bombardamenti e dei colpi di mortaio sui civili.

– conclude il suo intervento il siriano Samaan – nessun cristiano ha più la forza per persuadersi a rimanere, perchè “ci sentiamo venduti dai nostri confratelli in occidente, serve una decisione forte e ben decisa nei confronti dei cristiani in Siria”.

La Siria – riportando le parole di un frate presente alla manifestazione – è una terra piena di orgoglio, qui i cristiani c’erano prima ancora della conversione di San Paolo e mai lasceranno queste terre che hanno bevuto e bevono dal sangue dei cristiani martirizzati.”.

 

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Foto dal sito “Ora Pro Siria” – https://www.blogger.com/profile/07252027008403320095

CC BY-NC-ND 4.0 This work is licensed under a Creative Commons Attribution-NonCommercial-NoDerivatives 4.0 International License.

daniela giuffrida

Autrice - International Member – US PRESS ASSOCIATION Scrittrice e Blogger freelance. Collabora con alcune testate on-line nazionali e siciliane. Attivista No Muos. Di cuore siciliano, pasionaria delle lotte sociali, instancabile documentarista degli accadimenti della propria terra e non solo.

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