7 EURO E 99 CENT. IL PREZZO DI UN’ANIMA?

di Daniela Giuffrida

Andando a spasso per il Web, stamane, ci siamo imbattuti in un articolo pubblicato da “Circolo 16”, un laboratorio culturale in cui confluiscono i lavori (racconti, poesie e quant’altro) prodotti da diversi blogger e da autori vari.

Nell’articolo in questione, Genio Chiara – autore che molte volte questo sito ha ospitato – ha esternato la propria indignazione nei confronti di un tal “scrittore”, il quale ha deciso di pubblicizzare il proprio libro sulle pagine di un social, attaccando in maniera banale e scontata, la Sicilia.

mafiaDevo dire che, mettere in risalto le “piaghe” siciliane, è diventato una sorta di malcostume diffuso ma anche di business, se i negozietti di oggettistica delle località turistiche amano esporre e mettere in vendita gadgets a sfondo “mafioso” in quantità industriale, noi però riteniamo che uno scrittore abbia l’obbligo di usare “onestà intellettuale” – se ne possiede –  e non utilizzare temi seri e dolorosi, ormai diffusi in tutta Italia, solo per il proprio tornaconto.

Noi abbiamo apprezzato molto l’indignazione di Genio Chiara, esternata con lo stile e il gusto che gli sono propri: ha senso svendere la propria anima per 7 euro e 99 cent? Se lo chiede Chiara, ma vorremmo saperlo anche noi.

Noi abbiamo deciso di riportare l’articolo di Circolo 16, omettendo sia il nome dello scrittore in questione, che il titolo del suo libro, non intendiamo assolutamente pubblicizzare l’uno, né l’altro: ci perdonerà l’autore se operiamo questa piccola “censura” al suo scritto, la cui versione integrale è pubblicata  QUI.mafia 1

“Giorno 15 giugno 2016 il signor scrittore D. C. pubblica su facebook una notizia sponsorizzata (vuol dire che il signore ha pagato del denaro perché venga mostrata a quanta più gente possibile) ai fini di pubblicizzare il suo ultimo libro. Il post è intitolato ******* ** *****, e comincia così: “Giorni fa ho rischiato di morire. Sono stato in Sicilia a presentare il mio libro in un paese il cui consiglio comunale è stato sciolto per infiltrazione mafiosa”.

Fosse stato vero, noi siciliani ci saremmo stupiti a metà, ma l’incredulità aumenta leggendo le parole dello scrittore che continua analizzando i contenuti di una pubblicità per deodoranti in cui una bambina bacia l’ascella della madre, giudicando l’atto costrittivo e folle. Da qui comincia uno pseudo racconto di come, a passeggio per questo ipotetico comune inesistente, abbia incontrato un vecchio mafioso, di come i suoi accompagnatori siano “subito corsi a inginocchiarsi” e abbiano esaudito immediatamente il nuovo saluto ai capoclan: un bacio schioccante sull’ascella. Nel racconto l’autore, invitato a portare rispetto, si rifiuta indietreggiando con un nz.

“Sono vivo per miracolo” conclude il post e tutte le informazioni su come è possibile acquistare il suo libro.

Il racconto, se non si fosse capito, è inventato e viene smascherato da un intervento tra i commenti. Quello che mi chiedo è se il popolo di questa nazione abbia bisogno di una classe intellettuale del genere, che tratta i problemi da cui siamo afflitti con superficialità, ironizzando persino su tematiche calde quali la mafia, tenendosi distante dal fabbisogno morale del pubblico, senza preoccuparsi minimamente dell’impatto emotivo che certe parole potrebbero avere e rinnegando ogni tipo di responsabilità sociale, e per cosa? Svendere l’anima, 7 euro e 99.

Mi vien da scrivere al signor D.C. che il profumo di mafia, purtroppo, non odora di ascelle sudate e non trovo alcun giovamento dal suo scritto. Reputo squallide le sue intenzioni e lei degno rappresentante dello squallore della classe siciliani giusti.jpg bisintellettuale italiana di cui degnamente fa parte. Se proprio voleva scrivere di mafia, perché non raccontava l’odore che sono costretti ad annusare i tanti imprenditori vittime di racket, che ogni santo giorno lottano per tenere aperte le proprie realtà lavorative? Oppure non prova a spiegare alla gente l’odore del corpo carbonizzato di un padre morto ammazzato perché a differenza di lei ha davvero indietreggiato e non si è piegato con un nz? Provi a spiegarlo ai tanti figli orfani di questa terra, e vediamo se poi riesce a giustificarsi con poche frasi, sdrammatizzando sulla pesantezza della pubblicità moderna.

Se proprio vuole raccontare al suo pubblico i profumi della Sicilia, dato che la conosce e afferma d’esserne in parte discendente, scriva della zagara, della brina del mare, delle ginestre, la sabbia fine del vulcano, i sapori dei nostri piatti, l’amore e la passione della gente, il calore del sole di cui noi siciliani, nonostante tanti problemi, continuiamo ad andare fieri.

Non sia omertoso, signor D.C., non si giustifichi.

Lei ha una responsabilità che è quella di raccontare. Non la respinga e, soprattutto, non la sprechi come ha appena fatto.”.

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(foto dal web)

CC BY-NC-ND 4.0 This work is licensed under a Creative Commons Attribution-NonCommercial-NoDerivatives 4.0 International License.

daniela giuffrida

Autrice - International Member – US PRESS ASSOCIATION Scrittrice e Blogger freelance. Collabora con alcune testate on-line nazionali e siciliane. Attivista No Muos. Di cuore siciliano, pasionaria delle lotte sociali, instancabile documentarista degli accadimenti della propria terra e non solo.

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