RIFIUTI – EMERGENZA IRRISOLTA A VITTORIA (RG)

Di Daniela Giuffrida

 

Emergenza rifiuti non risolta a Vittoria (RG), a segnalare quanto sta avvenendo ancora una volta l’Associazione di Protezione Ambientale, Fare Verde Vittoria.

In un comunicato di fine anno, gli ambientalisti tracciano un bilancio di quanto avvenuto sul loro territorio e indicano quali siano le prospettive per il nuovo anno.
Gli ambientalisti, rappresentando gli umori, le criticità ambientali e le aspettative – in parte deluse -dei cittadini vittoriesi, sottolineano con amarezza come molto ci sia ancora da fare e da lavorare con chi ha a cuore il futuro della cittadina ragusana.

Il territorio – scrivono i volontari di Fare Verde – con l’attuale sistema di raccolta rifiuti, è devastato da decine di discariche abusive e gli enormi sacchi di indifferenziata, che i cari concittadini espongono ogni lunedì sera, sono il segnale che non si e’ sufficientemente compreso il valore della raccolta differenziata.” Ciò che ne consegue, ovviamente, oltre a preoccupare chi si batte per il territorio, obbliga tutti a riflettere sulla necessità di introdurre nuove modalità da attuare per dare dignità a una città “che crede, spera e pretende una reale crescita culturale e civile.”

“Il tessuto sociale di Vittoria particolare e difficile da gestire – affermano gli ambientalisti – con migliaia di “invisibili” sparsi nelle campagne, impone a questo punto e a nostro avviso, in alcune zone cruciali del territorio, l’istituzione delle isole ecologiche debitamente controllate. Inoltre, e’ necessario che, alla base di una vera svolta educativa, ci sia la premialità del cittadino virtuoso nella raccolta differenziata, così come nel canone acqua, il quale non può restare in questa città sempre forfettario, causa inevitabile di abusi di consumi, poichè non tutti “capiscono” che l’acqua non e’ una risorsa inesauribile.”
Tendere ad una minore produzione di rifiuti, dunque, per alleggerire i costi pubblici destinati alla raccolta differenziata, si può: limitare il consumo di beni “usa e getta” (bicchieri, piatti, posate e buste di plastica per esempio) che soprattutto nei periodi di festa vengono consumati in misura esponenziale, sarebbe già un piccolo gesto che, unito a tanti piccoli altri, alimenterebbe concretamente la speranza e la fiducia per e in un mondo migliore, rispettoso del territorio e dell’ambiente.

Secondo i volontari vittoriesi “si dovrebbe provvedere alla distribuzione di compostiere domestiche alle famiglie residenti nelle campagne, alla riduzione dei tributi agli esercizi pubblici che utilizzano il vetro al posto della plastica e campagne programmate e periodiche di educazione ambientale in tutti i luoghi di lavoro, ricreativi e di socializzazione.”

Non occorrono solamente per la città – sostengono gli ambientalisti – grandi opere strutturali per crescere in sostenibilità, se prima il territorio non si cambia dal basso, assieme ai cittadini, dando alla popolazione indicazioni chiare, possibilità di coinvolgimento e partecipazione, in nome di un innalzamento della qualità della vita quotidiana, unica direzione per rendere realmente appetibile a nuovi investimenti economici la nostra area. Auspichiamo, pertanto, che chi amministra questa città prenda atto di tutto ciò e attui la giusta politica in difesa del territorio e dell’ambiente, noi in questo senso saremo sempre pronti a dare “una mano”. 
“Nessuno di noi – conclude il comunicato – può più delegare la soluzione del problema ad altri o non sentirsi soggetto direttamente interessato in questo percorso: vogliamo realmente invertire la modalità scellerata del nostro consumismo convulsivo che ha ridotto il nostro meraviglioso pianeta a un’enorme pattumiera.

Dipende da ognuno di noi ed ognuno di noi ne è responsabile: diventiamo protagonisti con scelte semplici e coraggiose.”

 

*foto: Fare Verde Vittoria

daniela giuffrida

Autrice - International Member – US PRESS ASSOCIATION Scrittrice e Blogger freelance. Collabora con alcune testate on-line nazionali e siciliane. Attivista No Muos. Di cuore siciliano, instancabile attivista e documentarista delle lotte sociali, degli accadimenti della propria terra e non solo.

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