CATANIA – FEDERAZIONE DEL SOCIALE USB – NO A GIRO D’ITALIA “ISRAELIANO”

 

Di Daniela Giuffrida

 

E’ cominciata lo scorso 27 aprile a Catania la “resistenza” per la Palestina e verso l’8 maggio, giorno in cui il Giro d’Italia approderà a Catania, proveniente da Eilat in Israele.

Un Giro d’ Italia speciale, l’edizione numero 101, infatti solo altre tre edizioni hanno visto interessati paesi stranieri: nel 1911, nel 1950 e nel 2009. Questa edizione prenderà il via da Gerusalemme il 4 Maggio prossimo e, dopo tre tappe – per complessivi  425,7 km in terra israeliana – approderà in Sicilia.

Non comprendiamo le ragioni che hanno spinto la RCS Mediagroup S.P.A, organizzatrice della celeberrima gara ciclistica “italiana”, a decidere che la stessa prendesse il via da un paese assai “discusso” come Israele, un paese che dal 1968 ha violato 32 Risoluzioni del Consiglio di Sicurezza ONU che condannavano o criticavano sue azioni e sue politiche governative; ha violato tutte le Risoluzioni che riguardavano l’annessione di Gerusalemme Est o i territori occupati; ha ignorato almeno un centinaio ancora di altre Risoluzioni ONU che chiedevano la cessazione delle dure misure contro la popolazione palestinese e tutte quelle che chiedevano il ritiro delle forze di occupazione israeliane. Un paese che per anni – dal giugno del 2007 – ha imposto su Gaza un “blocco”, violando l’Articolo 33 della Quarta Convenzione di Ginevra del 1949, articolo  che ha dettato chiaramente le regole per la “Protezione dei civili in tempo di guerra”.

Come noi a non comprendere e a prendere posizione contro questa “originale” iniziativa, la Federazione del Sociale USB di Catania che da giorni ha intrapreso insieme ad altre realtà “resistenti” una serie di manifestazioni che culmineranno giorno 1 maggio con un presidio alle ore 9.30 presso il Parco Regionale Faro Biscari (Playa); alle ore 14 pranzo presso Campo San Teodoro Liberato, via del Giaggiolo, Librino. Segue ore 15, assemblea 1 maggio per la Palestina.

Dopo il Primo Maggio proseguiranno a Catania le iniziative del Comitato Catanese di Solidarietà con il popolo palestinese contro la decisione di far partire il Giro d’Italia da Israele, mentre il Coordinamento PRIMO MAGGIO INTERNAZIONALISTA A CATANIA PER LA PALESTINA E PER IL DIRITTTO DEI POPOLI ALL’AUTODETERMINAZIONE resterà attivo per tutto il periodo dello svolgimento del Giro d’Italia.

La Federazione del Sociale USB, attraverso un suo militante, il giornalista freelance Orazio Vasta, ci fa giungere il seguente comunicato che, come ricevuto, pubblichiamo.

APPELLO AGLI SPORTIVI

Il vero e unico spirito sportivo è quello che invita all’unità e alla pace tra i popoli. No alla partenza del giro d’Italia da Gerusalemme!

Quest’anno uno tra gli eventi più importanti dello sport europeo, e tra i più amati, il Giro d’Italia 2018, celebrerà la sua partenza da Israele, stato che continua a negare al popolo palestinese, nonostante le tante risoluzioni dell’ONU, il diritto all’autodeterminazione e alla libertà.

In qualità di atleti/e e amanti dello sport facciamo appello a quanti, come noi, hanno a cuore il vero spirito sportivo nel rispetto dei diritti umani, affinché si levi alta la voce della protesta, contro questa decisione che nulla ha a che fare con il ciclismo. Infatti, malgrado l’appello sottoscritto da 120 organismi di difesa dei diritti umani lo scorso novembre, gli organizzatori di RCS Mediagroup S.P.A hanno deciso di non cancellare la “grande partenza” da Gerusalemme, la cui parte orientale è stata occupata dallo stato di Israele nel 1967, mentre il Consiglio di sicurezza dell’ONU (risoluzione 487) ha denunciato tale atto di guerra come una violazione del diritto internazionale e un serio ostacolo al raggiungimento della pace in Medio Oriente.

Fare partire il Giro d’Italia da Israele “non solo coprirà l’occupazione militare israeliana e le sue politiche razziste contro i palestinesi, ma aumenterà anche il senso di impunità di Israele, incoraggiandolo a proseguire nella negazione dei diritti del popolo palestinese sanciti dall’ONU”.

 In particolare: La partenza da Gerusalemme rafforza la pretesa di sovranità di Israele su tale città, negata dalle maggiori istituzioni internazionali e recentemente appoggiata dal presidente USA e da pochi governi satelliti. Questa scelta avalla implicitamente la pulizia etnica di cui sono vittime i e le Palestinesi che vi risiedono, messa in atto attraverso la demolizione di case, le espulsioni forzate e la revoca del diritto di residenza. Lo svolgimento della manifestazione sportiva nel maggio 2018 appare una chiara celebrazione del 70° anniversario della fondazione dello Stato di Israele, ma anche un evidente atto di negazione della Nakba (“La Catastrofe”) subita dagli uomini e dalle donne Palestinesi e che perdura tutt’oggi.

Una catastrofe segnata dalla rimozione forzata di circa 800.000 palestinesi dalla loro terra natale, l’avvio della politica di espropriazione delle terre e la negazione dei diritti fondamentali del popolo Palestinese. Un dramma che è proseguito proprio in queste settimane, con la morte di decine di palestinesi e il ferimento di migliaia di manifestanti impegnati nella “Marcia del Ritorno”, al confine tra Israele e la Striscia di Gaza.

Il vero e unico spirito sportivo è quello che invita all’unità e alla pace tra i popoli.

Questo purtroppo non è il messaggio che passa attraverso la partenza del Giro da Israele. Per questi motivi chiediamo agli organizzatori di tornare indietro rispetto alle decisioni prese.

Aderiscono all’appello: ADPS Zeronove (Catania; ASD Eliodoro Bikepolo Catania; ASD Quartograd (Quarto -Napoli; ASD rugby i Briganti Librino onlus (Catania; Palestra Popolare Polisportiva Etnea (Catania); “Palestra Popolare Stella Rossa”; Palestra Popolare “Carlos & Smith” dell’Ex Opg di Napoli.

Info-adesioni: cambiagiro@libero.it

daniela giuffrida

Autrice - International Member – GNS PRESS ASSOCIATION Scrittrice e Blogger freelance. Collabora con alcune testate on-line nazionali e siciliane. Attivista No Muos. Di cuore siciliano, instancabile attivista e documentarista delle lotte sociali, degli accadimenti della propria terra e non solo.

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