CATANIA – RESTARE A CASA AL TEMPO DEL CORONAVIRUS

Di Mara Trovato

(foto di Mara Trovato)

 

Sta “girando” sui social un video su San Cristoforo (quartiere del centro storico di Catania) in cui si vede la gente sostare in una piazza che dà su Via Plebiscito.
Si vedono persone che, davanti a una panineria, non rispettano il decreto, non rispettano le distanze, agiscono come se tutto fosse normale.

Essendoci un’ordinanza dello Stato, si dovrebbe stare tutti a casa, ma in certi quartieri di Catania lo Stato non esiste, se non per fare delle retate ogni tanto. Costantemente abbandonati dalle istituzioni, ci vorranno secoli, non certo anni per estirpare certi modus vivendi come: “iu mi nni futtu, chi mi interessa ddo Statu?”.

Ma lo sapete, prima di giudicare a spada tratta, che a San Cristoforo ci sono famiglie i cui componenti vivono tutti in una stanza? Che i bambini giocano in strada perché spesso a casa c’è poco spazio? Che non ci sono parchi e giardini e quelli che c’erano sono devastati?

 

 

Stare dentro, chiusi, può rivelarsi pesante per molte persone. Spesso è difficile che lo capisca chi ha un appartamento decente, una casa in riva al mare, o vive in un paesino tranquillo di montagna, quindi riflettiamo anche su questo, al tempo del Coronavirus.

 

 

Detto questo mi domando come mai “controlli” non ce ne siano stati, essendo questo un periodo molto particolare.
Si tratta della nostra salute e della impossibilità di venire tutti assistiti.
Poi che si fa quando non ci sono posti letto e possibilità di ricovero? Devastiamo il pronto soccorso?

ps. Il video ve lo cercate.

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